Fitoterapia: una scienza con opportunità da conoscere.
Un ambito esplorato o da esplorare, conosciuto o non conosciuto abbastanza, rifiutato a priori o perseguito con convinzione.
Secondo la definizione internazionale la fitoterapia è una scienza che utilizza le piante medicinali per prendersi cura dei problemi di salute delle persone. È una scienza perché si insegna nelle università, si studia nei master: fa parte della medicina convenzionale e utilizza gli stessi metodi di ricerca e di studio di quest’ultima.
In pediatria viene utilizzata per trattare problemi comuni di minore entità, quindi che non mettono a rischio la vita del bambino né che si pensa, o si spera all’inizio, possano dare esiti gravi. Si prende cura di tutta una serie di condizioni che vanno dalla tosse alla faringotonsillite, alle infezioni respiratorie ricorrenti, alle coliche gassose, al colon irritabile, alla diarrea. Lo spazio di utilizzo in pediatria è dunque abbastanza ampio e riguarda buona parte di ciò con cui un pediatra delle cure primarie si deve confrontare e su cui spesso non c’è un farmaco standard, cioè il farmaco di riferimento ideale, efficace e sicuro. In genere questi prodotti vengono studiati con gli stessi metodi della medicina convenzionale: su queste piante c’è una grande letteratura, soprattutto quelle europee, e quindi possiamo essere tranquilli.
In generale, se il prodotto è di buona qualità, sono molto più sicure del farmaco perché la potenza farmacologica è molto più bassa di quella che può avere un farmaco.
Le piante sono milioni e certo, ci sono effetti specifici. Le singole piante possono dare allergie nei soggetti predisposti, come tutti gli alimenti o tutti i farmaci.
Le piante pediatriche, soprattutto per i più piccoli, non sono moltissime e bisogna conoscerle. Bisogna consultare i testi di fitoterapia, come le monografie dell’ESCOP: su ogni pianta riportata ci sono tutte le caratteristiche e le possibilità di usarle o meno, e se usarle nei bambini.

